Tendenzialmente sono due i parametri da tenere in considerazione per l’intervento bariatrico. Il primo, più strettamente numerico, è il cosiddetto indice di massa corporea (IMC), il cui acronimo inglese è BMI. Dietro questa sigla si cela il rapporto tra il proprio peso, espresso in Kg, e il quadrato della propria altezza, espresso, in metri. L’opzione chirurgica si prende in considerazione in caso di grave obesità ovvero nei casi contraddistinti da un BMI maggiore di 40. Il secondo riguarda invece il percorso terapeutico del paziente negli ultimi 5 anni, ovvero se ha intrapreso un percorso dietetico specifico che però non ha portato ad una perdita di peso significativa. Le due condizioni, BMI e tentativi falliti, devono coesistere. In alcuni casi, però, si può pensare all’operazione allo stomaco per dimagrire anche se il BMI inferiore a 40. Questo succede quando l’obesità è accompagnata dalla presenza di altre patologie come ad esempio diabete, ipertensione, apnee notturne, gravi malattie osteo-articolari o cardiopatie importanti.